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Delle fabbriche di terrecotte di Petroio si ha notizia
nei documenti fino dal 1500. Erano piccole botteghe
a conduzione familiare situate nell'abitato che producevano
manufatti d'uso domestico e decorativo in cui estetica
ed utilità erano intrecciate in perfetto equilibrio.
Ziri cilindrici ed orci panciuti da olio, conche da
bucato e da frantoio, vasellame da cucina, scaldini,
comignoli, tubazioni per lo scarico dell'acqua, balconate
e poi nicchie votive, stemmi, statue di cani, aquile,
leoni a guardia di cancelli e balaustre.
La materia prima è l'argilla, era e tutt'ora
abbondante e di buona qualità nelle cave vicine.
Con il passere del tempo le fabbriche si sono trasferite
da Petroio ai suoi dintorni, dove più agevole
è l'accesso, più ampio lo spazio per
collocare i macchinari, lavorare quantità maggiori
di manufatto, imballarlo ed immagazzinarlo.
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Uno degli aspetti che caratterizzava la lavorazione
tradizionale della terracotta era la sua plasticità
che permetteva la creazione di forme estremamente
varie in rapporto alle diverse funzioni d'uso. Altro
elemento necessario è stata una vivace creatività
artigiana che ha ideato forme tanto diverse: orci
ornamentali da classici motivi rinascimentali e granducali,
cassette da fiori finemente decorate, vasi a tronco
di cono, dadi con il motivo centrale della rosa, pigne,
comignoli e mascheroni.
Nei secoli passati i manufatti venivano firmati a
fresco con un chiodo, con il nome del mastro concaio
o della bottega e con la data di fabbricazione.
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La terra stagionata dalle cave veniva trasportata
a Petroio dove, fino a metà del secolo scorso,
ogni spazio era una possibile bottega. Nel paese anche
coloro che abitualmente non facevano i concai erano
capaci di lavorare l'argilla, la tecnica di fare la
terracotta si respirava da piccoli con l'aria.
Di specializzato c'era solo il forno. Bastava mettersi
d'accordo con il proprietario per il turno dell'informata.
Le botteghe ed i locali in cui c'era anche il forno
erano in tutto cinque o sei e non si differenziavano
per particolari caratteristiche da altri vani quali
le rimesse e le cantine. Gli strumenti di lavoro erano
le mani e una stecca, un pezzo di stecca sagomata
per lisciare (misurare l'oggetto in lavorazione) ,
in seguito alla tradizionale tecnica lavorativa a
mano si sostituirono altri processi tecnici quali
il tornio e lo stampo.
La terracotta è rimasto l'elemento predominante
a Petroio, tanto che possiamo definire il paese come
un vero e proprio museo all'aperto. Nel panorama generale
si distinguono elementi che sono il frutto della creatività
e della passione dei vecchi artigiani. Proprio questa
tradizione ha ispirato la realizzazione del Museo
che raccoglie nelle sue sale oltre alla documentazione
delle tecniche anche i principali oggetti in terracotta.
All'esterno del Museo ve ne sono altri singolari e
misteriosi che è possibile conoscere con una
visita nel paese e negli immediati dintorni.
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