Gran parte del territorio della Toscana è arricchito dalla  presenza dell’olivo. Il suo alternarsi alla vite, ai cipressi ed alle macchie di bosco, ha reso il suo paesaggio unico e irripetibile.
Fin dall’antichità più remota, dagli Etruschi ai Romani, forse introdotto dalla civiltà greca, l’olio veniva usato prima per l’illuminazione e per la cosmesi, poi successivamente come alimento ed agli inizi del ‘500 era ormai una vera e propria risorsa primaria.
“...la ciptà e’l contado verranno ad essere copiosi et abudanti d’olio, lo quale è una delle quatro cose più necessarie alla vita del homo...” .
Già nel 1427, nell’antico statuto del comune di Trequanda “obligationi de’ lavoratori di piantare arbori domestici”, si poneva l’attenzione e l’importanza dell’olio e della particolare vocazione delle terre alla coltivazione dell’ulivo: “... ciascuno lavoratore di terre così delle Masse, come del contado et distretto della ciptà di Siena, così mezzaiuolo o fittaiuolo altrui, come lavoratore del suo proprio terreno, sia tenuto e debba ogni et ciascun anno, nelli tempi congrui et stagionati, ponare et piantare almeno quattro piantoni d’ulivi ...”
L’olio ha da sempre fatto parte integrante della cultura delle terre di Siena ed in particolare di Trequanda e zone limitrofe, dalla cura quotidiana del lavoro a quella del cibo, della medicina e della dieta.
Da una campagna intatta, coltivata all’antico modo in piccoli e curati appezzamenti con un clima ventilato e piuttosto freddo, viene da sempre un olio extravergine di oliva di altissima qualità, spremuto da frutti non trattati, resi naturalmente biologici senza alcun condizionamento chimico.
La tradizionale dedizione degli olivicoltori locali, il particolare fanatico attaccamento all’ulivo ed al suo prezioso prodotto, hanno elevato nel tempo la qualità dell’olio di questa zona.
Oggi gli oli toscani in Italia non prevalgono per la quantità, rappresentando solo il 4% della produzione nazionale, ma per l’assoluta qualità, contribuendo decisamente all’immagine dell’olio italiano nel mondo.
Circa il 50% degli oli D.O.P.  (Denominazione di Origine Protetta) e I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) introdotti da un regolamento Comunitario del 1992 (che riguarda la protezione delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli-alimentari), risultano toscani.
Recentemente sono state poi registrate le denominazioni D.O.P. Terre di Siena delle quali il territorio di Trequanda ne fa parte integrante e sostanziale.
In particolare gli olivicoltori di queste zone oltre ad aver saputo mantenere alta la qualità del prodotto sono riusciti con una fervida attività, a valorizzare e tutelare ulteriormente questa importante ricchezza.
Con questo importante lavoro, gli olivicoltori locali ed il Comune di Trequanda, si sono in breve tempo affermati come punti di riferimento della zona, autorevoli e preparati per una vasta area e per un nutrito gruppo di studiosi e di addetti ai lavori provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.