Fuori dagli itinerari turistici più
battuti, la Toscana poco nota di questo
angolo della campagna senese possiede
attrattive d'arte, cultura e paesaggio
capaci di affascinare chi abbia voglia
di esplorare e conoscere.
Il borgo medioevale di Trequanda se
ne stà appollaiato su un poggio
a cavallo tra la Val d'Asso a ovest
e l'ampia Val di Chiana a est, al centro
della quale, parallela al corso del
fiume, i Romani, conquistata l'Etruria,
costruirono la Via Cassia.
Al viaggiatore odierno che giunge dalla
Val di Chiana, il profilo del borgo
medioevale di Trequanda apparirà
molto simile a quello che si presentava
agli occhi di un cavaliere di quel tempo
che salendo, si lasciava alle spalle
una pianura in cui la Chiana "
.. ogni dì più mancante
d'impulso, scorre con lentore verso
il centro della valle e si abbandona
a paludose dilatazioni ... "
Trequanda : il suono del suo nome sembra
evocare remote località esotiche.
La sua etimologia resta oscura. C'è
chi la fa risalire al mitico eroe etrusco
Tarkonte; chi forse con maggiore attendibilità
, ad una modificazione di
" terram quadram "
- terra particolare - a sottolineare
la sua posizione isolata. Un'ultima
ipotesi allude alle tre porte nelle
mura del borgo, da cui si ricostruirebbe
il termine " tre-guarda "
e per assonanza Trequanda.
Anche l'antico stemma del Comune ha
a che fare con il numero tre : tre calici
d'argento su fondo rosso, ed il mistero
resta insoluto.
I primi abitanti di queste colline sono
stati gli etruschi i quali, dall'ottavo
al terzo secolo a.C. vivevano fra il
Tirreno e le valli dell'Arno e del Tevere.
Rimangono tracce degli antichi insediamenti
sia nei nomi di origine etrusca dei
luoghi (Cennano, Petroio; Sicille) sia
nei ritrovamenti archeologici , databili
nel periodo compreso tra il terzo ed
il primo secolo a.C.
Trequanda viene nominata per la prima
volta nei documenti storici nel 1198
e per la sua posizione dominante sull'importante
strada che da Chiusi portava fino a
Siena passando per Asciano , fu oggetto
di continue pretese e interferenze da
parte della Repubblica di Siena.
All'epoca della lotta tra Guelfi e Ghibellini
il villaggio servì da base ai
fuoriusciti ghibellini. Possedimento
dei signori Cacciaconti della Scialenga,
Trequanda venne annessa al Granducato
di Toscana da Cosimo d' Medici.