Il borgo, un tempo completamente racchiuso
nelle mura, aveva tre porte di accesso.
Restano Porta al Sole e Porta al Leccio,
mentre la principale, Porta a Buggea,
sotto la torre del castello, è
andata distrutta.
Porta a Sole in tufo e travertino, con
un arco a tutto sesto ed un antiporto
con due ampie nicchie laterali, si affaccia
a sud-ovest verso l'aperta campagna.
Porta al Leccio, in blocchi tufacei,
con un arco goticheggiante a tutto sesto
ed apertura a sesto ribassato, conduce
verso nord-est al bosco del Lecceto.
Da Piazza Garibaldi, accanto alla piccola
Chiesa dell'Immacolata, si accede al
Castello - risalente al XIII° sec.
- residenza dei Signori Cacciaconti.
Del complesso, in parte modificato nel
tempo, restano le mura merlate e l'imponente
torrione cilindrico in pietra calcarea
bianca. All'interno la struttura racchiude
un'ampia corte ed un suggestivo giardino
all'Italiana. Sempre sulla Piazzetta
si affaccia la bellissima Chiesa romanica
dedicata ai Santi Pietro ed Andrea,
un tempo appartenuta ai Frati Umiliati,
nella quale vengono custodite preziose
opere attribuite al Sodoma ed al Sansovino.
Sull'altare maggiore, in un'urna riccamente
istoriata capolavoro dell'arte senese
del XVI° sec., sono contenute le
spoglie della Beata Bonizzella Cacciaconti
chiamata dai nativi semplicemente Beata
e solennemente festeggiata nel mese
di Maggio.
Al tempo del Granducato di Toscana Trequanda
possedeva una vetreria, fornaci di terraglie,
tratture di seta, una tintoria ed una
fabbrica di cappelli, tutte testimonianze
del valore che le tradizioni artigianali
hanno tramandato a questa comunità.
Lasciando il borgo dal castello, si
incontra la Chiesa del Sodo impreziosita
da un affresco del '400 raffigurante
la Madonna con il Bambino. A poca distanza
dal paese, in un boschetto di lecci
e cipressi, si trova la Torre del Molino
a Vento, un antico colombaio risalente
fine del '700. La singolare costruzione
ha una torre cilindrica sovrastata da
una corona ottagonale decorata con cornici
e mensole di terracotta. Singolare la
struttura interna: un'imponente scala
a chiocciola in mattoni collega la struttura
ed l'ultimo piano, le pareti e la volta
sono fregiati da più di cinquecento
nidi di terracotta disposti a scacchiera raggiunti
dai colombi attraverso bifore che fregiano
lateralmente il mulino.