Il colore Terra di Siena trae
nome dai caldi toni ocra della terra
della campagna senese. Nel periodo pliocenico
queste terre si abbassarono fino ad
essere invase dal mare. In seguito si
sollevarono ed il mare si ritirò
lasciando sabbia ed argilla che oggi
costituiscono la crosta superficiale
della zona.
Dai solchi tracciati dagli aratri affiorano
ancora oggi fossili marini e la pietra
locale è intarsiata di valve
di molluschi calcificati.
La zona delle crete senesi, distribuita
fra i comuni di Trequanda, Asciano,
San Giovanni d'Asso e Buonconvento,
è un paesaggio unico ed affascinante
di brulle ed ondulate colline d'argilla
a perdita d'occhio, qualche rara quercia
o un cipresso solitario, qualche casa
colonica isolata sulla sommità
o sul crinale di un'altura, tratti di
bosco negli avvallamenti, qua e là
i "fontoni" che raccolgono
l'acqua piovana.
Il panorama sempre suggestivo, cambia
con l'avvicendarsi delle stagioni. In
autunno le nude terre arate mostrano
un'ampia gamma di sfumature dal bianco
ghiaccio al bruno fondo. In inverno
le zolle verzicano per le pianticelle
di grano appena spuntato che in primavera
ammanta la collina di un verde smagliante
e nell'estate la imbiondisce di spighe
mature.
Nelle crete i terreni lasciati a pascolo
per le greggi, in maggio si tingono
del colore sanguigno della sulla e del
rosa della lupinella.
Tipiche conformazioni del terreno sono
i calanchi, le balze e
le biancane.
Il territorio di Trequanda è
ricco di boschi rigogliosi i cui alberi
ed arbusti sono quelli tipici della
flora mediterranea e della mezza montagna
appenninica. In certi tratti dove il
suolo è sabbioso, la vegetazione
è molto simile a quella delle
coste marine.
I cipressi sono la specie arborea che
più colpisce nel paesaggio. Distribuiti
all'interno dei boschi o isolati a segnare
un confine,oppure allineati in doppi
filari lungo le strade poderali o raggruppati
sulle alture.
La sommità del monte di Piazza
di Siena si erge sulla sinistra di Trequanda
ed è coperta di boschi di carpini.
Il bosco del monte Lecceto che domina
Castelmuzio, è costituito soprattutto
da lecci.
Sulle colline si coltivano viti ed olivi,
nei fondovalle irrigati il granturco,
il girasole e talvolta il tabacco.
Animali poderosi , solenni dal mantello
candido e dalle corna corte, pascolano
libere nei prati le vacche di razza
chianina. Dominano da sempre il paesaggio
agrario toscano ed un tempo, prima delle
macchine agricole, questi esemplari
erano usati per lavorare nei campi.
Terra di mistici, di santi e di predicatori
quella senese, ma anche di mercanti,
viaggiatori, soldati di ventura e briganti.
Queste antiche contrade furono nei secoli
medioevali un crocevia di genti , di
eserciti e di intensi traffici provenienti
da ogni parte d'Europa.
I testi della
sezione "Il Turismo" sono
tratti dal libro "Trequanda
& Dintorni" testo di Elena
Gianini Belotti - Editrice Donchisciotte